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La via dell’impegno

By 28 Marzo 201418 Novembre, 2016No Comments

Il mito del talento perseguita tutti noi.

Ma da che ce ne ricordiamo per raggiungere un obbiettivo quello che conta é l’impegno, la volontà di accettare i sacrifici che questo comporta e la capacità di sopportare quell’altalena di gioie e delusioni che si crea ogni volta che decidiamo di mettere ogni parte di noi stessi nel conseguimento di un risultato.

La via del talento sarebbe più facile. Perché é più facile dare retta a quella piccola vocina che ci dice prima di fare qualsiasi fatica se ce la faremo o meno ad arrivare in fondo a quello che vogliamo. Perché in fin dei conti il talento é deresponsabilizzante, ci preclude ogni chance di gestire la nostra vita perché fa leva sulle nostre capacità innate, vere o presunte che siano, e mette tutto in mano al destino – o perlomeno ad una qualche sorta di predestinazione.

A dare ancora più forza a quest’idea é la percezione che l’impegno sia fatica e ordine, e il talento divertimento e caos.

Ma chi ha buona memoria di quando era piccolo, o per chi tra di noi ha figli, saprà di certo che quando un bambino si diverte é perché sta imparando qualcosa. E quando lo fa non é annoiato ma anzi concentrato e determinato a riuscire in quello che fa. Che stia giocando ai Lego, alla Playstation o stia facendo una curva con gli sci quello che conta per lui é fare quello che fa al meglio, perché facendolo bene si diverte di più.

Non si diverte il bambino, come non si diverte l’adulto, quando non riesce a fare una cosa che vuole fare o non gli riesce di farla nel modo in cui la vuole fare. A questo punto, di solito, si aprono due strade: si può mollare o si può continuare ad insistere.

I più diranno che é una questione di carattere, ma in realtà é una questione di educazione. Ed é qui che il ruolo dell’insegnante diventa fondamentale. Proprio perché é in questo momento che si gioca la crescita di un’individuo, nella sua capacità di saper gestire lo stress ed il fallimento.

Ogni volta che iniziamo un percorso con un nuovo allievo sappiamo che questo accadrà e sappiamo che saranno anche le nostre capacità di insegnanti a fare la differenza nella sua crescita – sportiva e non.

A seguire questa strada i risultati poi si vedono. Le foto che avete appena visto lo dimostrano. Sono i ragazzi dei corsi annuali freeride di Arturo, Edmond e Alex e i bambini di Giorgio, Marta, Adolfo e Ornella. Questi allievi non sapevano all’inizio dell’anno fin dove sarebbero arrivati, ma i loro insegnanti sì. E nessuno di loro ci é arrivato con il talento o con qualche altra magia, ma con l’impegno e la determinazione.

Forse un giorno dimenticheranno come si fa a sciare, ma forse avranno appresso la cosa più importante – “la via dell’impegno”.

Noi speriamo di sì. Grazie ragazzi, di tutto..

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Era la primavera del 1936 quando un piccolo gruppo di pionieri dello sci ebbe la folle e fantastica idea di fondare sul ghiacciaio del Gigante la più alta scuola di sci d’europa a 3246 m.s.l.m. Oggi quella scuola sci é la più grande e più importante d'Italia.

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